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Un’esperienza di soggiorno unica
ZANZIBAR STONE TOWN
6°9’57.3’’ S / 39°10’32.5’’ E

Emerson on HURUMZI

Posizione

La Città di Pietra
(STONE TOWN)
La Citta di Pietra (Stone Town), ovvero la città vecchia di Zanzibar, è una vera poesia scolpita nella pietra. I suoi vicoli tortuosi, fiancheggiati da case dal fascino antico, invitano alla scoperta. I balconi in legno intagliato brillano sotto il sole, mentre le porte massicce celano storie secolari. Il profumo delle spezie aleggia nell’aria, risvegliando i sensi nel vivace mercato di Darajani. Tra sultani e leggende marittime, Stone Town danza al ritmo di culture intrecciate, offrendo in ogni angolo un istante di magia dove passato e presente si fondono con dolcezza.

Ospitalità

Una sosta di charme fuori dal tempo
Situato nel cuore del quartiere storico, l’hotel si trova a pochi passi dai giardini Forodhani, dal forte portoghese e adiacente alla House of Wonders e al Palazzo del Sultano.

L’hotel nasce dall’unione di quattro edifici del XIX secolo, tra cui l’antica residenza del Ministro delle Finanze del Sultano dell’epoca.

Il suo prestigioso primo proprietario volle realizzare il “rooftop” più alto della città: un punto di vista unico, al tramonto, sulla Città di Pietra e sull’Oceano Indiano.

Da questo osservatorio, o dalle altre piccole terrazze private, si possono scorgere i minareti delle moschee, le torri della cattedrale di Zanzibar, le colonne della House of Wonders, la guglia del tempio indù e tutti i monumenti della città (patrimonio mondiale dell’UNESCO).

Attività

Servizi

Un antico palazzo del 1860 convertito in hotel da uno psichiatra americano…
Alla fine degli anni ’80, il dottor Emerson, uno psichiatra americano, scopre una Zanzibar allora fatiscente e decide di ridare vita a questi edifici per trasformarli in un hotel e in un luogo di incontro e d’arte.

Questo complesso è giunto fino a noi grazie agli amici di Emerson che, dopo la sua scomparsa nel 2014, hanno continuato a onorarne la memoria, il progetto e l’hotel.

Oltre alla funzione ricettiva, l’edificio ospita: uno spazio espositivo gestito dalla Emerson Foundation (con mostre di artisti locali o temi legati all’isola), il piccolo museo Princess Salme e un atelier di moda (Farouk’s shop).

  • 23 camere (14 attuali e 9 previste per la primavera 2026)

    Salle de bain, toilettes, terrasse

  • 1 ristorante rooftop (36 coperti)

    Salle de bain, toilettes, terrasse

  • 1 secondo ristorante (nella sala da ballo) – apertura primavera 2026
  • 1 spa con piscina (in una corte interna), hammam e area relax/massaggi.
  • Giardini e cortili interni
  • Sito protetto h24
  • Elettricità 24/24
  • Wi-Fi (aree comuni)

Emerson On Hurumzi

Una storia di viaggiatore
Questo hotel deve rimanere come Emerson lo aveva immaginato: un luogo di soggiorno unico per offrire la migliore scoperta della città e dell’isola, un luogo di incontro e uno spazio culturale.

Emerson Dewey Skeens arrivò a Zanzibar alla fine degli anni ’80, quando non esistevano infrastrutture turistiche. Viaggiatore appassionato, scelse l’isola dopo aver studiato l’arte e l’architettura di città come Venezia, Roma e Siviglia.

Incuriosito dalla bellezza fisica, dalla musica e dalla complessa storia di Zanzibar, decise nel 1989 di fermarsi per quattro mesi… un soggiorno che è durato 25 anni. “L’intera città stava cadendo in rovina”, ricordava. “Seduto su quel tetto, quella sera gli edifici sembrarono chiamarmi. Fu allora che capii che dovevo restare”. E così fece.

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